NOTE DI COPERTINA Da almeno dieci anni vedo presentarsi sulla scena jazzistica italiana giovani musicisti di grande talento. Mi mancava un cantante ed eccolo qui: Roberto Demo dimostra in questo disco desordio di avere un timbro di voce originale sorretto da un prezioso senso ritmico, da una pronuncia e da un fraseggio jazzistico di notevole qualità. I motivi di interesse di questa registrazione sono molti, ma in particolare mi ha fatto piacere sentire Roberto cimentarsi con i classici "It don't mean a thing" e "All Blues". Franco D'Andrea Parlare di chi fa uso della voce in termini tecnici non è di reale interesse, mentre avere ascoltato la musica di Roberto getta un raggio di luce sul mondo interiore del canto nel nostro paese in questi anni. Potrebbe sembrare una figura di giovane poeta tra le nuvole che immagina intrepide avventure; un gatto che sogna di togliersi la pelliccia e fare uscire lanima felina. Roberto si muove tra il quotidiano ed il fantastico con immaginazione ed ironia, con l'anima di chi vive un'esperienza piena di curiosità e di gioia. Tiziana Ghiglioni Estratto da una lettera inviata da Giorgio Gaslini, dopo il ricevimento del master. La vocalità jazz maschile, a differenza di quella femminile, è in Italia ancora rara per non dire assente. Belle voci del passato cantavano alla Sinatra o Nat King Cole, già meno alla Mel Tormé; oggi canterebbero alla Bobby Mc Ferrin. Molto più difficile e originale la ricerca di una propria strada che non sia solo virtuosismo spettacolare o feeling fine a se stesse, ma vera espressione artistica, termine quest'ultimo di eterna valenza a confronto con il mercantilismo (di lusso o basso) generale. Mi pare (e mi auguro) che lei abbia imboccato una strada non banale, che ci sia un'intuizione di qualcosa di suo e di interessante per chi ascolta. Avanti quindi senza indugi. Questo suo "La Porta" fa intendere un seguito... Giorgio Gaslini |