NOTE DI COPERTINA

Tre anni dopo la pubblicazione del mio primo disco “La porta” (quattro se consideriamo la registrazione) finalmente ho di nuovo qualcosa da dire e soprattutto sono finalmente nelle condizioni di poterlo raccontare...
Fare musica è per me una modalità per compiere un cammino di ricerca personale e dopo tre anni di vita che hanno lasciato in me un segno profondo, ho deciso di fare un disco in cui raccontarmi. Musiche e testi che parlano sempre di me, dei miei sentimenti, delle mie emozioni, dei miei amori, ma anche delle mie fatiche... in modo semplice, spero non banale, senza filtri, come mio solito... ancorato alla realtà (una parola che ricorre spesso nei miei testi...).
Ma la novità per me più importante è che alle soglie dei 40 anni ho finalmente (faticosamente e dolorosamente) scoperto di essere un bluff.
Sono un bluff! Non una provocazione artisitica, ma la consapevolezza di essere diverso da come mi sono sempre considerato.
Il naturale bisogno d’amore innato mi ha fin da bambino inconsciamente portato ad essere ciò che forse per un certo periodo mi sembrava naturale essere, per ottenere prima di tutto l’amore dei miei genitori (pieni di aspettative, come tutti i genitori del mondo) e quindi degli amici ed in generale di chi mi stava intorno, ma non ero quello!
Niente di strano o di stravolgente, ma certamente ciò che io ero e sono veramente (e molte cose ancora mi sfuggono) è stato inconsciamente messo da parte... forse per la paura di non essere accettato...chissà... storia, io credo, molto comune... i segnali ed i messaggi inconsci che si ricevono sono davvero molteplici...
La scoperta è stata traumatica, ma al tempo stesso liberante ed ha improvvisamente ed impetuosamente avviato una serie di considerazioni sulla mia vita e su quanto sia davvero difficile essere se stessi...
E così, osservando i miei pensieri nel fuoco di un camino, dopo tante fatiche, su e giù, sempre appesi a un filo, mille volte sempre gli stessi errori, tante cose difficili da dire, per cui l’unica espressione che riesci a trovare sono tre puntini di sospensione, la tenerezza nel rivedermi come Marta, trent’anni di meno e ancora tutto da scoprire e al tempo stesso la certezza che nel vivere il presente qui e ora, tante cose potrebbero essere più semplici, perché la porta è sempre stata aperta..., così è nato questo disco.
Riflessioni di un uomo comune, ma che in fondo non si rassegna ad esserlo. In mezzo a un continuo generale tentativo di stupire sempre e di cercare continuamente di essere speciali, alla moda, per il bisogno di distinguersi e farsi amare, forse vale davvero la pena apprezzare il valore della normalità... beato chi ci riesce!

Roberto Demo