Demo-Ballestrero-Barbieri-Tiberti

Roberto Demo  voce + elettronica

Pietro Ballestrero  chitarra classica

Nunzio Barbieri  chitarra elettrica

Flavio Tiberti  proiezioni fotografiche

 

 

Due chitarre molto diverse creano intrecci armonici originali per un repertorio eclettico che spazia da “Senza fine” ad “Alba chiara”, “Gianna Gianna” di Rino Gaetano, “Imagine”, “Il Piave”, “la Monferrina” e “Bocca di rosa”… Immagini d’autore dialogano con la musica, creando momenti di grande suggestione.

 

Roberto Demo… ”… una delle pochissime voci maschili del jazz italiano, che rivela una varietà di tratto in grado di portarla sulle sponde del vocalese… quanto del puro scat ma anche del pop di derivazione jazzistica… nella varietà del repertorio, nello swing naturale e coinvolgente, nella precisione del canto risiedono le sue qualità”. Maurizio Franco (Musica Jazz).
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Pietro Ballestrero l’incontro con Ralph Towner determina la scelta di orientarsi principalmente all’utilizzo della chitarra con le corde di nylon e rappresenta il punto fondamentale di maturazione artistica da cui nascono il suo personale percorso di ricerca nell’ambito del suono e del fraseggio e l’esigenza di esplorare linguaggi musicali paralleli a quelli del mondo strettamente jazzistico.
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Nunzio Barbieri… Dopo aver ascoltato la chitarra di Jimi Hendrix lascia gli studi classici… Un innato talento gli permette di iniziare da molto giovane una lunga esperienza professionale in vari paesi europei. La sua formazione totalmente autodidatta, oltre che da Hendrix, è stata profondamente influenzata anche dal chitarrista Django Reinhardt.
Dal 2000 suona con i Manomanouche.
Dal 2010 collabora stabilmente con Paolo Conte.
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Flavio Tiberti

Flavio Tiberti… “Ogni ciclo di immagini di Flavio Tiberti rivela il profondo coinvolgimento empatico dell’artista con i luoghi e le persone ritratte e, ancor più, induce lo spettatore attento ad andare oltre il dato oggettivo delle immagini catturate dall’obiettivo per scoprire, dietro di esse, il dettaglio o il particolare accadimento che, di volta in volta, ha conquistato, stupito o intrigato l’artista al punto da indurlo a fermare quell’attimo..” Paola Valenti

 

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